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Safari
e mare
CREDO
che un viaggio non INIZI nel momento in cui si sale su un aereo, credo che
INIZI molto prima, quando cominci a pensare dove vorresti andare, quando vai
e vieni di continuo dall’agenzia per stabilire i dettagli di quello che
sta per a diventare il TUO viaggio, il NOSTRO viaggio, quando vai a fare le
vaccinazioni e quando finalmente ti rendi conto che stai per realizzare un
sogno!
PARTENZA:
destinazione Mombasa.
Ci
siamo appoggiati ad un tour operator locale quindi ad attenderci
all’arrivo non ci sono i soliti animatori " tarantolati "
e i pullman gran turismo pronti ad accompagnarci al villaggio, ma colui che
diventerà la nostra Guida per i successivi cinque giorni, che ci aspetta
con un foglio di carta in mano su cui sono scritti i nostri nomi,
probabilmente un po’ preoccupato, come noi, di chi si troverà di fronte.
Beh… è andata bene, ed è stata la giusta scelta quella di fare il safari
su un pulmino privato, potendo scegliere così di contemplare una giraffa
anche per un’ora,

ma
sicuri soprattutto di non doverla guardare facendosi spazio tra troppe teste
e di godere negli spostamenti più lunghi di spazi vivibili!
Si
parte.. ci aspetta il parco nazionale TSAVO EST dove ci accoglie una
famiglia di elefanti che spunta dal niente dietro una curva… WOW…

non
è come vederli in televisione: sono imponenti, maestosi e soprattutto sono
liberi; hai davvero la sensazione di essere andato a trovarli a casa loro
senza essere stato invitato… ma non sembrano per niente infastiditi forse
perché, purtroppo, sono ormai abituati a tutte quelle teste con i flash che
li fotografano. Arriviamo al nostro primo lodge: NGUTUNI.
Siamo
quasi spiazzati da come veniamo accolti: tovaglioli imbevuti d’acqua per
rinfrescarci, cocktail di benvenuto e inchini in ogni direzione… il tutto
mentre intorno a noi non c’è altro che SILENZIO. Il lodge ha solo sei
mesi di vita ed è stato costruito intorno a una pozza d’acqua dove al
tramonto, ci dicono, sarà molto probabile vedere animali che vengono ad
abbeverarsi. Il nostro primo impatto con la SAVANA è da togliere il fiato…
sei circondato solo dalla NATURA e dai suoi RUMORI, ti senti “OSPITE” in
una puntata di QUARK, assapori tutta questa quiete e nello stesso tempo sei
teso a percepire la presenza di qualsiasi animale ti circondi… sei fuori
dal mondo, senza contatti, e ti perdi a scrutare l’orizzonte.

Dopo
pranzo via per il primo “GAME DRIVE”… ed eccoli : gazzelle, babbuini,
impala, elefanti, dik dik e al tramonto una famiglia di giraffe con il loro
piccolo. Beh, dopo una doccia ristoratrice e una altrettanto ristoratrice
cena, a LETTO… troppe emozioni… e poi domani ALBA e trasferimento all’AMBOSELI.
Sveglia
alle 5,45, ma lo spettacolo dell’alba ci ha ampiamente ripagati dello
sforzo… colazione e partenza per il parco AMBOSELI.
Il
trasferimento è lungo ma i paesaggi cambiano: da un rettilineo quasi simile
alle nostre autostrade a strade che si arrampicano su e giù, passando in
mezzo a paesini colorati, fino agli ultimi 95 chilometri di pista
completamente sterrata in territorio MASAI.

Sono
una dura prova per le nostre ossa, ma inutile dire che ci accolgono un
branco di zebre e che qua e là si vedono le capre pascolate dai MASAI,
inconfondibili nel loro drappeggio rosso… maestosi, eleganti… la nostra
guida dice: “NOI RINCORRIAMO IL TEMPO, LORO LO VIVONO”… beh, non si
può non avere rispetto per chi probabilmente ha scoperto come vivere più
intensamente di noi.
All’ingresso
dell’AMBOSELI il paesaggio cambia, gli alberi quasi scompaiono e tra la
vegetazione bassa e i vortici di terra che si vedono all’orizzonte, eccoli:
gli ANIMALI a perdita d’occhio! Elefanti, giraffe, struzzi, babbuini,
bufali, gnu, zebre; non sappiamo da che parte girarci per non perdercene
neanche uno… uno spettacolo… e poi il lodge… avete presente quando si
dice ALLE FALDE DEL KILIMANJARO? Beh, noi siamo lì, esattamente di fronte
alla cima innevata di 5895 metri del Kilimanjaro!

Il
lodge è composto da tante villette di legno immerse nel verde della
vegetazione, molto " SAFARI " e molto " LA MIA AFRICA
" per intendersi, con tanto di letto con la zanzariera e i babbuini che
cercano continuamente di entrare in camera con noi!

Il
safari pomeridiano ci riserva
due cose: un tramonto spaziale e la vista dell’unico LEONE della vacanza
che passa a pochi metri da noi praticamente senza degnarci di uno sguardo…
fortunatamente!

Dopo
cena, a dormire presto, anche perché i generatori di corrente smettono di
funzionare alle 23 in punto. Un po’ per il contesto dove siamo immersi, un
po’ per il vento che scricchiola ovunque, un po’ per i babbuini che
giocano a rincorrersi sulla nostra “casetta” e un po’ per i rumori che
arrivano… beh, alcuni di noi non hanno chiuso occhio !.
La
mattina dopo, a colazione, mentre a pochi metri di distanza un elefante fa
lo stesso con un albero, ci chiediamo: “MA SE SI CI HANNO DETTO CHE E’
TUTTO RECINTATO E DI STARE TRANQUILLI PERCHE’ GLI ANIMALI NON SI
AVVICINANO… L’ELEFANTE COME E’ ENTRATO?”…beh… decidiamo di NON
VOLERE una risposta!
Giornata
interamente dedicata ai SAFARI… oltre ai “soliti” animali avvistiamo
gli ippopotami, le iene, e scendiamo dal pulmino per raggiungere un punto di
osservazione su una collinetta dove a 360 gradi non vedi altro che SAVANA, e
dove anche se francamente ti
senti abbastanza poco al sicuro, sei quasi convinto di non poterti
immaginare nulla di più GRANDE.
La
mattina dopo salutiamo l’AMBOSELI con una INDIMENTICABILE alba sul
Kilimanjaro…

credo
che il raggio di sole che tinge di rosa le nevi sulla cima sia un’immagine
che ognuno di noi si porterà dentro per parecchio tempo… Albe e tramonti
in Africa sembrano durare in eterno, è come se ti volessero dare il tempo
di assaporarli e di emozionarti il più possibile, tutto è come se si
infuocasse, il cielo diventa rosso e tu ti senti davvero nell’ombelico del
mondo, così vicino al “cuore della terra” che in alcuni momenti lo
senti battere, e allora ti fermi, stupito, e non puoi far altro che
ascoltarlo… è difficile da spiegare, ma è esattamente quello che SENTI!
Partiamo:
destinazione MARE; la prima parte del viaggio si svolge quasi in assoluto
silenzio, come se ognuno si noi stesse salutando a modo suo la SAVANA…
dopo un viaggio estenuante e lunghissimo, che comprende il pranzo di
Ferragosto in un tipico “autogrill” keniota e la traversata sul
traghetto più sgangherato della storia (il centro di Mombasa è su un’isola),
eccoci al MARE… per il meritato riposo.

Beh,
cosa dire? Bello il villaggio, bella la spiaggia, fatta l’escursione sulla
barriera corallina, assunto un colorito “quasi” invidiabile, visti i
balletti tipici di quasi tutti i villaggi indigeni… decidiamo di tornare a
fare un SAFARI, questa volta nella FORESTA!
Non
incontriamo animali che non abbiamo già visto (è pazzesco come scorgere
una giraffa diventi usuale come vedere un pastore tedesco in città) ma lo
SHIMBA HILL merita il viaggio solo per la sua ubicazione.

Costruito
interamente in legno su delle palafitte intorno ad una pozza d’acqua
ricoperta di ninfee, abitata da due aquile e invasa da scoiattoli e strani
mammiferi simili alle scimmie, il lodge ci accoglie in stanze piccolissime
direttamente affacciate sulla pozza, niente bagno in camera e di notte un
“RUMORE” di rane e di chissà che da stordirti… purtroppo dopo una
passeggiata sulle passerelle costruite rialzate fino ad un punto panoramico
nel cuore della foresta, ripartiamo di nuovo… MARE!

Un
mare dispettoso in grado di ritirarsi e allungarsi in un secondo per le
maree… una spiaggia sconfinata che ci regala un sacco di conchiglie per
ricordo (ma per favore, raccogliete solo quelle “disabitate” e non
toccate nulla della barriera corallina), delle albe e dei tramonti, ancora
una volta, da urlo…
Ma
non crediate… i babbuini ci sono anche qui; soprattutto nella zona pranzo
e cena, talmente abituati all’uomo da venire tranquillamente sulla tavola
a rubarsi un po’ di torta… e così abituati da svegliarci direttamente
dentro la camera una mattina che dimentichiamo le basculanti aperte.
E
così… tra sonnellini, bagni di sole, passeggiate sulla spiaggia e
meditazioni, arriva la mattina della partenza quando a tutti sembra di
essere lì da una vita, non solo da sedici giorni… e tra ritardi e
stanchezza, eccoci di nuovo a Milano Malpensa.
Credo
che un viaggio non finisca nel momento in cui si SCENDE da un aereo… e i
ricordi, le sensazioni, le emozioni e le immagini che ognuno di noi si è
portato a casa dall’AFRICA ce lo facciano RIPRENDERE ogni volta che
abbiamo voglia.

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