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Sono stata in una terra ricca di colori e dalla natura ricca e rigogliosa,
dove anche i fiori sembravano coralli.

Ho
viaggiato sicura, su una nave del Kenia lenta e solida, per il mare Indiano
anche abbastanza mosso. Ho avuto quindi la possibilità di leggere,
riposarmi, conversare con i turisti stranieri (tedeschi, americani, francesi
ed inglesi), ma anche di scendere a terra e percorrere in solitaria e con
gli autobus pubblici del luogo dei tragitti utili e necessari a me per
"entrare" nel luogo ed in contatto con gli abitanti. Viaggiare in
crociera è significato per me equilibrio nel dosare lo sfarzo e il
benessere con il luogo che era meraviglioso e più sobrio. Una crociera
impone tappe segnate dal ritmo
dell'orologio, un minimo di attenzione nell'abito da indossare (dal momento
che ho fatto mio il pensiero di Guy De La Rigaudie: "due cose sono
necessarie per ben viaggiare: uno smoking ed un sacco a pelo"), ma
offre sempre la possibilità della discesa a terra che ovviamente non mi
facevo organizzare da altri. Certo si potevano accettare i percorsi e le
gite organizzate e pagate cari dollari, ma quanto più divertente era
entrare a piedi nel porto, raggiungere il mercato della frutta, verdura e
pesce e da lì organizzarsi la giornata. Ho evitato le serate ed i balli, ed
ho mangiato e gustato piatti che sembravano sculture.

Intorno
alla nave ancorata venivano sempre imbarcazioni che provavano a vendere
pesce, banane o altro, ma era proibito per noi avvicinarci . Allora io che
non resistevo scendevo la scaletta e non potendo né comprare un pesce
enorme da portare in cucina, né scambiare con trattative, cercavo il
dialogo e lasciavo la cosa più richiesta e preziosa: il sapone.

A
terra ho fatto spese eccezionali (anche perché a me piace qualsiasi cosa!)
e per, la prima volta, non mi preoccupavo del peso del gioco di legno o
delle pietre intagliate o delle stoffe ricamate perché non avevo il solito
problema di portarlo tutto il tempo sulle spalle.

Ho
visto ville di lamiera o case e palazzi importanti
Ho
ammirato gli spazi e le luci

Ma
soprattutto ho fermato la mia corsa pazza vissuta quotidianamente in una
città frenetica, senza la quale comunque non potrei stare, ho dedicato
tempo a me stessa ed ho recuperato le forze.

Concludo
questo breve racconto scrivendo ancora che ripeterei il viaggio ma che
viaggiando così non si conoscono gli usi e le tradizioni delle persone
incontrate, non si è liberi di decidere se sostare ancora un po’ per
terminare un gioco iniziato sulla spiaggia con dei bambini incontrati per
caso, non si fa in tempo ad assaggiare il frutto visto sulla pianta perché
non si riesce a tornare al mercato appena visitato per cercarlo chiedere
come si cucina e comperarlo, perché il tempo è scaduto e la nave è pronta
a salpare per portarti in un nuovo porto. Si creano però tanti ricordi, si
lasciano aperte tante curiosità non capite fino in fondo e vengono tante
idee, che sono utili per decidere di ritornare ancora e per sapere che è
possibile girare in quella o in quell'altra isola in bici, a piedi o su un
carro tirato da buoi.
Le
tappe percorse a bordo di una nave di soli 120 metri con circa 270 posti:
Mombasa
-Mahè (Seychelles) 953 miglia nautiche
Mahè
- Nosy Bé (Madagascar) 748 miglia nautiche
Nosy
Bé - Mayotte 194 miglia nautiche
Mayotte
- Zanzibar 526 miglia nautiche
Zanzibar
- Mombasa 138 miglia nautiche
Che
corrispondono ad un totale di 4739 chilometri
La
cartina del mio viaggio.

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