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Il nostro viaggio in Guatemala è durato solo 8 giorni
(più che sufficienti a visitare le principali "attrazioni", come
il mercato di Chichicastenango, il Lago Atitlan e i due siti archeologici di
Tikal e Copan), durante i quali abbiamo avuto modo di apprezzare la
cordialità e l'accoglienza del popolo guatemalteco.Al fine di non tediarvi,
vi descriverò brevemente solo la giornata più bella del nostro tour: la
visita al grandissimo (non solo dal punto di vista dell''imponenza dei suoi
monumenti, ma anche in quanto molto estesa) sitoarcheologico di Tikal.
Dopo
una breve escursione al sito archeologico di Copan, in Hounduras, finalmente
ci siamo messi in viaggio per Tikal.
Tikal
è uno dei siti archeologici più importanti al mondo, ma è meno conosciuto
ad esempio delle piramidi del Sole e della Luna, sia perchè è stato
scoperto solo alla fine dell’800 sia perché si trova in Guatemala, stato
che per molti anni è stato martoriato dalla guerra civile.
A
scanso di equivoci, vi dico subito che attualmente il Guatemala è un paese
sicuro, sicuramente più del Messico; inoltre i Guatemaltechi sono persone
molto gentili e accoglienti.
Tikal
è situato nel pieno della foresta Guatemalteca, dove fa un caldo
incredibile, ma soprattutto dove sei sicuro di trovare un’umidità
elevatissima.

Due
anni addietro, dopo aver visitato il Templi del Sole e della Luna (in
Messico), eravamo rimasti impressionati dall’imponenza di queste
costruzioni, e soprattutto dal panorama che offrivano le cime di queste
antichissime piramidi; perciò quando ci siamo apprestati a visitare il sito
archeologico di Tikal, pensavamo di trovare un numero sicuramente superiore
di costruzioni Maya, ma mai avremmo pensato che queste costruzioni fossero
immerse nella foresta.

O
meglio mai avremmo sperato di trovare un sito archeologico, che essendo
incredibilmente vasto, preservava ancora delle piramidi che erano rimaste
come le avevano trovate gli scopritori verso la fine del 1800.

Pensate
che le piramidi e i templi in questione erano stati quasi completamente
ricoperti dalla foresta, perciò se un qualsiasi “cercatore di funghi”
ci fosse passato in mezzo, gli sarebbero sembrati semplicemente delle
collinette e basta.

La
cosa più incredibile è pensare che all’epoca della civiltà maya,
dove adesso c’è una foresta ricchissima di specie animali e vegetali,
Tikal fosse un’unica spianata piena di

(scala
per salire in cima ad una delle piramidi ancora da pulire dagli alberi)
Templi
e altari, in quanto i Maya, precursori degli attuali palazzinari, avevano
deciso che per meglio assolvere alle loro funzioni religiose, era necessario
che nei pressi dei templi non vi fossero alberi o arbusti che non avrebbero
permesso al popolo di assistere alle cerimonie religiose. E come dargli
torto, è come se a San Siro il bordo campo e gli spalti fossero pieni di
alberi!!!
Se
il paragone calcistico non vi sembra azzeccato, vi sbagliate.
Infatti
i Maya praticavano il gioco della “pelota”, anche se con regole
profondamente diverse. La “pelota” era una sorta di cerimonia religiosa
per vedere chi era il migliore tra gli atleti, peccato che poi il vincitore
veniva poi sacrificato agli dei (provate voi oggi ad andare a dire a Ronaldo
che “ … guarda visto che tu sei il migliore calciatore al mondo,
anzitutto non vedi il becco di un quattrino, inoltre domenica prossima nell’intervallo
tra il 1° e 2° tempo del derby, ti squarteremo davanti a tutti, per
compiacere il dio Biscardi!!!).
La
visita a Tikal può essere fatta tranquillamente in giornata, a meno che non
vogliate andare alla scoperta di ogni singolo altare e tempietto presente
nel sito (in tal caso non vi basterebbe un mese).
E’
impossibile descrivere la bellezza di Tikal e perciò vi consiglio di dare
uno sguardo a queste fotografie che mostrano solo la piccola percentuale di
Tikal che è stata “ripulita” dalla foresta e Vi consiglio vivamente di
andarci.
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