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info : Antonio

  Il nostro viaggio in Guatemala è durato solo 8 giorni (più che sufficienti a visitare le principali "attrazioni", come il mercato di Chichicastenango, il Lago Atitlan e i due siti archeologici di Tikal e Copan), durante i quali abbiamo avuto modo di apprezzare la cordialità e l'accoglienza del popolo guatemalteco.Al fine di non tediarvi, vi descriverò brevemente solo la giornata più bella del nostro tour: la visita al grandissimo (non solo dal punto di vista dell''imponenza dei suoi monumenti, ma anche in quanto molto estesa) sitoarcheologico di Tikal.

Dopo una breve escursione al sito archeologico di Copan, in Hounduras, finalmente ci siamo messi in viaggio per Tikal.

Tikal è uno dei siti archeologici più importanti al mondo, ma è meno conosciuto ad esempio delle piramidi del Sole e della Luna, sia perchè è stato scoperto solo alla fine dell’800 sia perché si trova in Guatemala, stato che per molti anni è stato martoriato dalla guerra civile.

A scanso di equivoci, vi dico subito che attualmente il Guatemala è un paese sicuro, sicuramente più del Messico; inoltre i Guatemaltechi sono persone molto gentili e accoglienti.

Tikal è situato nel pieno della foresta Guatemalteca, dove fa un caldo incredibile, ma soprattutto dove sei sicuro di trovare un’umidità elevatissima.

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Due anni addietro, dopo aver visitato il Templi del Sole e della Luna (in Messico), eravamo rimasti impressionati dall’imponenza di queste costruzioni, e soprattutto dal panorama che offrivano le cime di queste antichissime piramidi; perciò quando ci siamo apprestati a visitare il sito archeologico di Tikal, pensavamo di trovare un numero sicuramente superiore di costruzioni Maya, ma mai avremmo pensato che queste costruzioni fossero immerse nella foresta.

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O meglio mai avremmo sperato di trovare un sito archeologico, che essendo incredibilmente vasto, preservava ancora delle piramidi che erano rimaste come le avevano trovate gli scopritori verso la fine del 1800.

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Pensate che le piramidi e i templi in questione erano stati quasi completamente ricoperti dalla foresta, perciò se un qualsiasi “cercatore di funghi” ci fosse passato in mezzo, gli sarebbero sembrati semplicemente delle collinette e basta.

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La cosa più incredibile è pensare che all’epoca della civiltà maya, dove adesso c’è una foresta ricchissima di specie animali e vegetali, Tikal fosse un’unica spianata piena di 

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(scala per salire in cima ad una delle piramidi ancora da pulire dagli alberi)

Templi e altari, in quanto i Maya, precursori degli attuali palazzinari, avevano deciso che per meglio assolvere alle loro funzioni religiose, era necessario che nei pressi dei templi non vi fossero alberi o arbusti che non avrebbero permesso al popolo di assistere alle cerimonie religiose. E come dargli torto, è come se a San Siro il bordo campo e gli spalti fossero pieni di alberi!!!

Se il paragone calcistico non vi sembra azzeccato, vi sbagliate.

Infatti i Maya praticavano il gioco della “pelota”, anche se con regole profondamente diverse. La “pelota” era una sorta di cerimonia religiosa per vedere chi era il migliore tra gli atleti, peccato che poi il vincitore veniva poi sacrificato agli dei (provate voi oggi ad andare a dire a Ronaldo che “ … guarda visto che tu sei il migliore calciatore al mondo, anzitutto non vedi il becco di un quattrino, inoltre domenica prossima nell’intervallo tra il 1° e 2° tempo del derby, ti squarteremo davanti a tutti, per compiacere il dio Biscardi!!!).

La visita a Tikal può essere fatta tranquillamente in giornata, a meno che non vogliate andare alla scoperta di ogni singolo altare e tempietto presente nel sito (in tal caso non vi basterebbe un mese).

E’ impossibile descrivere la bellezza di Tikal e perciò vi consiglio di dare uno sguardo a queste fotografie che mostrano solo la piccola percentuale di Tikal che è stata “ripulita” dalla foresta e Vi consiglio vivamente di andarci.

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