Quando
il boss mi ha detto che c'era da andare in Estremo Oriente e stare lì per
un bel po' di tempo... sono rimasto perplessino anzichenò. Poi curiosità e
voglia di viaggiare hanno preso il sopravvento... ho riempito la Samsonite
storica che non mi lascia mai ... e dopo 15 ore di aereo sono passato
attraverso la porta dell'est. E sono stato colpito dalla sindrome di Marco
Polo, tanto da decidere di mettere giù i miei appunti di viaggio, presi a
caso tra Pechino e Hong Kong. Sono appunti un pò così, non proprio
tradizionali, stile "caro amico ti scrivo" o, se si preferisce,
alla come viene viene....
Allora,
vediamo... qual è la prima cosa che si fa quando si torna da un viaggio? Ma
si distribuiscono i regalini, no ??!! E allora a mia moglie è toccato un
bellissimo foulard di seta (che fantasia, eh??), mia figlia si è beccata un
pendant di giada verde/azzurra che essa di per se stessa medesima gradì di
molto e poi.. una serie impressionante di kazzate, dal libretto rosso di Mao,
spille con effige di Mao, vasetti ceramici di varia natura e forma messi in
valigia tra le mutande e le camicie per evitare di portare a casa i cocci,
che poi ci ho messo tre ore per ritrovarli ... insomma tutte stè kazzatine
qui.Ma andiamo per ordine.
Sembrerà
strano, ma per prima cosa voglio raccontare della "zella cinese",
perchè a mio avviso è la cosa che colpisce di più il viandante nei suoi
primi approcci. Per i non romani, "Zella" è una variante
peggiorativa del più italiano Sozzeria; tale sozzeria si presenta
sostanzialmente sotto due forme.
La
prima è individuabile in una simpaticissima e signorile abitudine dei
cinesi: sputano dappertutto !!! Tu cammini per strada e se non stai
attento.... ok, lasciamo perdere. La seconda credo sia dovuta ad una
profonda e forse innata fiducia verso lo stato di salute del prossimo .... e
mi spiego. C'è una via lunghissima a Pechino (non chiedete come si chiama,
tanto non me lo ricordo..) piena zeppa sui due lati di bancarelle dove si
vende roba da mangiare.Il cuoco (si fa per dire..) tiene in mano una grossa
padella sulla cui situazione igenico-incrostativa è meglio soprassedere, e
dentro ci mette olio di soia e quello che deve cuocere (e anche su questo è
meglio soprassedere..) dopodichè arriva il cliente e lui, il cuoco, pone in
una vezzosa ciotolina finemente adornata da ataviche incrostazioni, la
pietanza così preparata. Prezzo della cosa 3 Yuan, grosso modo 700 lire.
Poi l'avventore, finito il lauto pasto, posa in una bacinella di plastica di
fronte alla bancarella, ciotola e bacchette e se ne va. Ora saremmo portati
a pensare che il "cuoco" possa recuperare il tutto, lavarlo e
rimettere a disposizione del prossimo viandante le stoviglie pulite.....
seeeeeee! C'è un bidone pieno di acqua... acqua insomma, si fa presto a
dire acqua.....un liquido scuro.... ed il cuoco sciacqua la ciotola nel
bidone, si passa sotto le ascelle i bastoncini che così vengono tanto
lucidi .... e avanti il prossimo!!!!! Giuro, è tutto vero. L'unica
cosa che ancora non capisco è come mai non scoppino epidemie di epatite
fulminante.... ma forse è il virus dell'epatite che non riesce a vivere in
quelle condizioni. Un'altra simpatica cosa da non perdere è una visita ai
bagni di una fabbrica, una qualsiasi fabbrica, non credo sia importante. Chi
mi conosce sa che sono andato in Cina per diversi motivi (non sto a dire,
ormai quello che doveva accadere... è accaduto!!) e tra i vari impegni
c'era anche quello di visitare
alcune fabbriche disposte a lavorare per la nostra azienda. La visita si
articolava nelle seguenti fasi: (provare a leggere i prossimi due punti con
intonazione tipo Fantozzi..) 1° fase - Benvenuto da parte del comitato di
fabbrica, composto nell'ordine da: capo fabbrica, vice capo fabbrica,
assistente del capo fabbrica con mansioni di assistente del vice capo
fabbrica in caso di assenza del medesimo e responsabile, in caso di assenza
di entrambi, del servizio di portineria notturna; addetto alla produzione,
addetto al collaudo, addetto alla spedizione..... solo per lo scambio dei
biglietti da visita (ne ho persi almeno la metà...) ci volevano venti
minuti. Quindi bevutona obbligatoria di the e via.... 2° fase - Visita agli
impianti di produzione ...... e sistematicamente, dopo 10 minuti, il the
scendeva giù e ti serviva un bagno... bagno, si fa presto a dire bagno...
posso assicurare che parlare di "cesso" è un eufemismo
riduttivo!!! Mi sono esibito in numeri di altissima acrobazia idraulica, con
una mano sulla bocca per non sentire la puzza che c'era e con l'altra mano
chiaramente "lì" ... se solo mi avesse visto qualcuno del circo
Orfei ... era un numero eccezionale. Naturalmente la Cina non è solo
questo, è un posto particolarissimo, molto distante dal nostro modo di
vivere "occidentale" e forse per questo estremamente affascinante,
un posto dove il tempo sembra avere una dimensione dilatata, dove la
tradizione ha ancora una importanza enorme. E poi nella sterminata piazza
Tian A Man (mica mi ricordo se si scrive così..) ho avuto un tuffo al
cuore: l'enorme effige del Grande Timoniere mi guardava severa e, in
lontananza, si scorgeva il viale dove lo studente con la busta di plastica
(lo ricordate?) tentò di arrestare i carri armati di un potere cieco.
Quella sera mi sono sentito veramente straniero... ero in un posto dove la
storia che conoscevo era passata per la televisione e non per i libri, un
posto magico e pauroso nello stesso tempo.... E' stato un momento
irripetibile.
Ma Pechino è soprattutto la città del potere e, naturalmente a mio avviso,
è piena di contraddizioni.

Gli
alberghi belli sono proprio belli.... quelli brutti sono molto più brutti
di quanto un albergo bello può essere considerato bello se paragonato a
quanto brutto può essere un albergo brutto... chiaro no?? Insomma tanto per
fare un esempio, a Pechino ho pagato per un albergo del tipo "molto
bello" circa 200 $ a notte, che rappresenta il doppio dello stipendio
medio mensile di un operaio.
D'altronde
lo stato si prende cura del popolo mettendo a disposizione a prezzi irrisori
la casa, l'acqua, l'energia elettrica, il gas.... tenendo anche presente che
le principali cose da mangiare (riso, frutta, carne..) costano abbastanza
poco.
Gli
autobus sono quasi tutti sfasciatelli anzichenò e la cosa simpatica è che
non sono illuminati all'interno così che di notte sembra non ci sia nessuno
dentro..... poi guardi bene ed è pieno come un uovo !!
E fa pure freddo a Pechino! Alla fine di febbraio la temperatura di
notte arriva fino a 10 sotto zero e di giorno non supera 2-3 °C. Oltretutto
il clima è estremamente secco per cui ti ritrovi dopo qualche giorno con le
labbra sbriciolate! Si, le famose migliaia di persone in bicicletta le ho
viste... e fa anche un certo effetto perchè sopra ci portano di tutto...
pacchi, carbone, bambini, parenti... e ci sono anche i bici-taxi. Ma se si
vuole andare a spasso per la città conviene il taxi vero, quello "a
motore": costa pochissimo, per un giro che in Italia sarebbe costato un
centone... ho pagato meno di cinquemila lire !! Ma ben altra cosa è andare
nell'interno della Cina. Sono stato a Jinan, circa due ore di aereo a
nord-est di Pechino,

poi
Jangsu, circa tre ore di aereo verso il profondo centro... poi a Hangzhou ed
infine cinque giorni a Shangai.

Quello
che colpisce di più dei posti
lontani dalle grandi città è il fatto che civiltà contadina ed
industriale convivono gomito a gomito, ma non sembra siano riuscite ad
integrarsi.
I
contadini vivono in uno stato di dignitosa povertà, in casette basse basse
sulle cui condizioni igenico-sanitarie insomma è meglio sorvolare.
Gli
operai invece vivono nelle tipiche case del popolo, in pratica grossi
casermoni dormitorio. Mi ha colpito tantissimo l'ospitalità della gente,
sempre disposta ad un sorriso... ti guardano con curiosità (e con invidia,
cosa veramente imbarazzante..) e forse si chiedono cosa mai ci faccia uno
come te a casa loro... ma ti sorridono sempre. D'altronde è difficilissimo
instaurare una benchè minima discussione perché in Cina è veramente, ma
veramente difficile trovare qualcuno che parli inglese.
E
tornando al concetto cinese di tempo..... una sera siamo andati a cena in un
ristorante "tipico" di Shangai e, prima di mangiare, ci è stata
mostrata la cerimonia di preparazione del the..... una cosa simpatica e anche
interessante.. ma prima di addentare un raviolo al vapore ci sono voluti tre
quarti d'ora!!! Ma vale la pena di spendere qualche parola sul menu, perché
si trattava della "Cena dell'imperatore" ... 25 portate!! Partenza
con brodo di tartaruga, con tartaruga galleggiante nella zuppiera, poi zuppa
di pinne di pescecane (non male) quindi nidi di rondine (non mangiati!) ...
pollo in varie salse e modi, devo dire quasi tutti molto buoni, e pesce
altrettanto buono. L'unico grande problema è stato il serpente, e mi spiego.
Il serpente viene servito sotto forma di tranci arrostiti, qualcosa di simile
alle nostre anguille... e fin qui nulla di insormontabile. Il problema nasce
quando il cameriere arriva con una vescichetta tra le mani (credo la
cistifellea del rettile), spreme la vescichetta in un bicchiere e aggiunge
una buona dose di alcool, probabilmente una grappa. Il tutto assume un colore
verde acceso, tipo il nostro Centerbe .. e con tale pozione, servita in
piccoli bicchieri con religiosa attenzione ... si brinda !!
Gente, è stata veramente dura!
Altra
cosa simpatica: in Cina non si compra mai una cosa al prezzo indicato, si
contratta tutto, persino il prezzo dell'albergo o quello delle cartoline.....
insomma... per uno come me che si vergogna a chiedere lo sconto ... è stata
un'esperienza sofferta!!
Sono
tornato in Italia verso la metà di marzo, pervaso da una voglia
irrefrenabile di spaghetti alla carbonara..... ma dopo una settimana in
Italia sono ripartito per la Corea. (continua..)