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info : Antonio

Quando il boss mi ha detto che c'era da andare in Estremo Oriente e stare lì per un bel po' di tempo... sono rimasto perplessino anzichenò. Poi curiosità e voglia di viaggiare hanno preso il sopravvento... ho riempito la Samsonite storica che non mi lascia mai ... e dopo 15 ore di aereo sono passato attraverso la porta dell'est. E sono stato colpito dalla sindrome di Marco Polo, tanto da decidere di mettere giù i miei appunti di viaggio, presi a caso tra Pechino e Hong Kong. Sono appunti un pò così, non proprio tradizionali, stile "caro amico ti scrivo" o, se si preferisce, alla come viene viene....  

Allora, vediamo... qual è la prima cosa che si fa quando si torna da un viaggio? Ma si distribuiscono i regalini, no ??!! E allora a mia moglie è toccato un bellissimo foulard di seta (che fantasia, eh??), mia figlia si è beccata un pendant di giada verde/azzurra che essa di per se stessa medesima gradì di molto e poi.. una serie impressionante di kazzate, dal libretto rosso di Mao, spille con effige di Mao, vasetti ceramici di varia natura e forma messi in valigia tra le mutande e le camicie per evitare di portare a casa i cocci, che poi ci ho messo tre ore per ritrovarli ... insomma tutte stè kazzatine qui.Ma andiamo per ordine.

Sembrerà strano, ma per prima cosa voglio raccontare della "zella cinese", perchè a mio avviso è la cosa che colpisce di più il viandante nei suoi primi approcci. Per i non romani, "Zella" è una variante peggiorativa del più italiano Sozzeria; tale sozzeria si presenta sostanzialmente sotto due forme.

La prima è individuabile in una simpaticissima e signorile abitudine dei cinesi: sputano dappertutto !!! Tu cammini per strada e se non stai attento.... ok, lasciamo perdere. La seconda credo sia dovuta ad una profonda e forse innata fiducia verso lo stato di salute del prossimo .... e mi spiego. C'è una via lunghissima a Pechino (non chiedete come si chiama, tanto non me lo ricordo..) piena zeppa sui due lati di bancarelle dove si vende roba da mangiare.Il cuoco (si fa per dire..) tiene in mano una grossa padella sulla cui situazione igenico-incrostativa è meglio soprassedere, e dentro ci mette olio di soia e quello che deve cuocere (e anche su questo è meglio soprassedere..) dopodichè arriva il cliente e lui, il cuoco, pone in una vezzosa ciotolina finemente adornata da ataviche incrostazioni, la pietanza così preparata. Prezzo della cosa 3 Yuan, grosso modo 700 lire. Poi l'avventore, finito il lauto pasto, posa in una bacinella di plastica di fronte alla bancarella, ciotola e bacchette e se ne va. Ora saremmo portati a pensare che il "cuoco" possa recuperare il tutto, lavarlo e rimettere a disposizione del prossimo viandante le stoviglie pulite..... seeeeeee! C'è un bidone pieno di acqua... acqua insomma, si fa presto a dire acqua.....un liquido scuro.... ed il cuoco sciacqua la ciotola nel bidone, si passa sotto le ascelle i bastoncini che così vengono tanto lucidi .... e avanti il prossimo!!!!!  Giuro, è tutto vero. L'unica cosa che ancora non capisco è come mai non scoppino epidemie di epatite fulminante.... ma forse è il virus dell'epatite che non riesce a vivere in quelle condizioni. Un'altra simpatica cosa da non perdere è una visita ai bagni di una fabbrica, una qualsiasi fabbrica, non credo sia importante. Chi mi conosce sa che sono andato in Cina per diversi motivi (non sto a dire, ormai quello che doveva accadere... è accaduto!!) e tra i vari impegni c'era anche quello di  visitare alcune fabbriche disposte a lavorare per la nostra azienda. La visita si articolava nelle seguenti fasi: (provare a leggere i prossimi due punti con intonazione tipo Fantozzi..) 1° fase - Benvenuto da parte del comitato di fabbrica, composto nell'ordine da: capo fabbrica, vice capo fabbrica, assistente del capo fabbrica con mansioni di assistente del vice capo fabbrica in caso di assenza del medesimo e responsabile, in caso di assenza di entrambi, del servizio di portineria notturna; addetto alla produzione, addetto al collaudo, addetto alla spedizione..... solo per lo scambio dei biglietti da visita (ne ho persi almeno la metà...) ci volevano venti minuti. Quindi bevutona obbligatoria di the e via.... 2° fase - Visita agli impianti di produzione ...... e sistematicamente, dopo 10 minuti, il the scendeva giù e ti serviva un bagno... bagno, si fa presto a dire bagno... posso assicurare che parlare di "cesso" è un eufemismo riduttivo!!! Mi sono esibito in numeri di altissima acrobazia idraulica, con una mano sulla bocca per non sentire la puzza che c'era e con l'altra mano chiaramente "lì" ... se solo mi avesse visto qualcuno del circo Orfei ... era un numero eccezionale.  Naturalmente la Cina non è solo questo, è un posto particolarissimo, molto distante dal nostro modo di vivere "occidentale" e forse per questo estremamente affascinante, un posto dove il tempo sembra avere una dimensione dilatata, dove la tradizione ha ancora una importanza enorme. E poi nella sterminata piazza Tian A Man (mica mi ricordo se si scrive così..) ho avuto un tuffo al cuore: l'enorme effige del Grande Timoniere mi guardava severa e, in lontananza, si scorgeva il viale dove lo studente con la busta di plastica (lo ricordate?) tentò di arrestare i carri armati di un potere cieco.  Quella sera mi sono sentito veramente straniero... ero in un posto dove la storia che conoscevo era passata per la televisione e non per i libri, un posto magico e pauroso nello stesso tempo.... E' stato un momento irripetibile. Ma Pechino è soprattutto la città del potere e, naturalmente a mio avviso, è piena di contraddizioni.  

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Gli alberghi belli sono proprio belli.... quelli brutti sono molto più brutti di quanto un albergo bello può essere considerato bello se paragonato a quanto brutto può essere un albergo brutto... chiaro no?? Insomma tanto per fare un esempio, a Pechino ho pagato per un albergo del tipo "molto bello" circa 200 $ a notte, che rappresenta il doppio dello stipendio medio mensile di un operaio.

D'altronde lo stato si prende cura del popolo mettendo a disposizione a prezzi irrisori la casa, l'acqua, l'energia elettrica, il gas.... tenendo anche presente che le principali cose da mangiare (riso, frutta, carne..) costano abbastanza poco.  

Gli autobus sono quasi tutti sfasciatelli anzichenò e la cosa simpatica è che non sono illuminati all'interno così che di notte sembra non ci sia nessuno dentro..... poi guardi bene ed è pieno come un uovo !!  E fa pure freddo a Pechino! Alla fine di febbraio la temperatura di notte arriva fino a 10 sotto zero e di giorno non supera 2-3 °C. Oltretutto il clima è estremamente secco per cui ti ritrovi dopo qualche giorno con le labbra sbriciolate! Si, le famose migliaia di persone in bicicletta le ho viste... e fa anche un certo effetto perchè sopra ci portano di tutto... pacchi, carbone, bambini, parenti... e ci sono anche i bici-taxi. Ma se si vuole andare a spasso per la città conviene il taxi vero, quello "a motore": costa pochissimo, per un giro che in Italia sarebbe costato un centone... ho pagato meno di cinquemila lire !! Ma ben altra cosa è andare nell'interno della Cina. Sono stato a Jinan, circa due ore di aereo a nord-est di Pechino, 

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poi Jangsu, circa tre ore di aereo verso il profondo centro... poi a Hangzhou ed infine cinque giorni a Shangai.  

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Quello che colpisce di più dei  posti lontani dalle grandi città è il fatto che civiltà contadina ed industriale convivono gomito a gomito, ma non sembra siano riuscite ad integrarsi. 

I contadini vivono in uno stato di dignitosa povertà, in casette basse basse sulle cui condizioni igenico-sanitarie insomma è meglio sorvolare.

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Gli operai invece vivono nelle tipiche case del popolo, in pratica grossi casermoni dormitorio. Mi ha colpito tantissimo l'ospitalità della gente, sempre disposta ad un sorriso... ti guardano con curiosità (e con invidia, cosa veramente imbarazzante..) e forse si chiedono cosa mai ci faccia uno come te a casa loro... ma ti sorridono sempre. D'altronde è difficilissimo instaurare una benchè minima discussione perché in Cina è veramente, ma veramente difficile trovare qualcuno che parli inglese.  

E tornando al concetto cinese di tempo..... una sera siamo andati a cena in un ristorante "tipico" di Shangai e, prima di mangiare, ci è stata mostrata la cerimonia di preparazione del the..... una cosa simpatica e anche interessante.. ma prima di addentare un raviolo al vapore ci sono voluti tre quarti d'ora!!! Ma vale la pena di spendere qualche parola sul menu, perché si trattava della "Cena dell'imperatore" ... 25 portate!! Partenza con brodo di tartaruga, con tartaruga galleggiante nella zuppiera, poi zuppa di pinne di pescecane (non male) quindi nidi di rondine (non mangiati!) ... pollo in varie salse e modi, devo dire quasi tutti molto buoni, e pesce altrettanto buono. L'unico grande problema è stato il serpente, e mi spiego. Il serpente viene servito sotto forma di tranci arrostiti, qualcosa di simile alle nostre anguille... e fin qui nulla di insormontabile. Il problema nasce quando il cameriere arriva con una vescichetta tra le mani (credo la cistifellea del rettile), spreme la vescichetta in un bicchiere e aggiunge una buona dose di alcool, probabilmente una grappa. Il tutto assume un colore verde acceso, tipo il nostro Centerbe .. e con tale pozione, servita in piccoli bicchieri con religiosa attenzione ... si brinda !!  Gente, è stata veramente dura! 

Altra cosa simpatica: in Cina non si compra mai una cosa al prezzo indicato, si contratta tutto, persino il prezzo dell'albergo o quello delle cartoline..... insomma... per uno come me che si vergogna a chiedere lo sconto ... è stata un'esperienza sofferta!!  

Sono tornato in Italia verso la metà di marzo, pervaso da una voglia irrefrenabile di spaghetti alla carbonara..... ma dopo una settimana in Italia sono ripartito per la Corea.  (continua..)  

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