q a

a a a a Africa   Americhe Asia Europa Oceania Home

Asia

Tour Russia

Mongolia

Maldive

Cina

Corea

India

Indonesia

Malesia

Russia

SriLanka

Tibet  e Nepal

Giappone

Maldive

Corea

info : Antonio

La partenza per Seoul è stata un po’ travagliata. Purtroppo non ci sono voli diretti da Roma, o meglio un volo diretto ci sarebbe pure con la Korean ma visto che un loro jumbo aveva deciso di venir giù qualche settimana prima … ho deciso di fare un viaggio più “sereno”. Ma per fare questo si deve passare per Amsterdam e poi raggiungere Seoul con un volo KLM….insomma sono 18 ore di viaggio! Si parte alle 10 da Roma e si arriva a Seoul alle 9 di mattina del giorno dopo… e non dico altro…

Arrivando in Corea, la prima impressione che si ha non è fantastica. Seoul è una città carissima, freddissima e non particolarmente bella ... ( a parte i  templi).... 

  Tempio 1.jpg (25998 byte)    Tempio 2.jpg (18584 byte)   Tempio 3.jpg (19291 byte)

....e devo dire che i coreani sono congruenti con la realtà che li circonda ... E’ gente sostanzialmente priva di una qualsiasi forma di senso dell’humor, vivono in casermoni di uno squallore inaudito dove non ho visto nemmeno un tentativo di fiore, e poi mangiano quantità impressionanti di aglio per cui se ci devi fare un discorso, o lo fai in apnea o è meglio fare un fax perché non si resiste per più di 5 secondi. Tra l’altro quando ti salutano fanno una specie di inchino emettendo un suono simile ad un “hail” di lugubre memoria e rimangono così fino ad un tuo cenno di risposta. Le prime volte non avevo capito bene questa regola per cui ho lasciato un tizio piegato per un paio di minuti, poi ho visto che non veniva più su e allora, mosso a compassione, gli ho chiesto se andava tutto bene e lui mi ha risposto che era onorato…. vabbè!!

Il traffico in città è molto intenso ma non ha nulla a che vedere con il casino che c’è da noi. Naturalmente le macchine sono rigorosamente Daewoo, Hyunday o Kia, tra l’altro quasi tutte bianche, per cui “l’effetto formica che guida” è assicurato.

E se in Cina avevo avuto qualche “dubbio” alimentare, in Corea la cosa si è fatta pesante. Si mangia un po’ di tutto, carne e pesce sono sempre presenti ma li preparano in maniera così diversa che anche una semplice fettina di carne assume un sapore assolutamente personale. Per uno come me che non mangia aglio poi, il discorso diventa serio.

Una cosa simpatica: nei ristoranti di livello medio-alto le pietanze vengono cotte davanti ai commensali, ogni tavolo ha una specie di piastra di acciaio riscaldata sulla quale vengono preparati i cibi; il cameriere arriva con cinque o sei contenitori pieni di roba e innanzitutto cuoce sulla piastra una quantità impressionante di aglio tagliato a fettine sottili, poi cuoce le altre cose e sopra ci mette salse, salsine, l’aglio di prima… insomma non è che si riesca a mangiare leggero! Questo per i ristoranti buoni… quelli di categoria inferiore è meglio evitarli!!

E poi una sera ho visto il massimo dello schifo...... Stavo facendo un tentativo di passeggiata in una strada direi commerciale, quelle strade con i negozi di qua e le bancarelle con la roba da mangiare di là.. una strada così. Ad un certo punto in una di queste bancarelle chettivedo, chetti? Un padellone grosso così pieno di olio e dentro chettifrigge, chetti? Bacherozzi !!!!!! O insetti o che *@#zo altro fosse non importa, avevano le zampette e tanto basta ... il fatto è che la gente se li comprava .... e se li mangiava pure !!!!

Altra cosa simpatica: i coreani parlano abbastanza l’inglese ma lo pronunciano in maniera molto, molto particolare. Chiaramente, come tutto il “far east people”, non pronunciano la “erre” e in Corea la cosa è particolarmente evidente. Esempio: quando sono arrivato in albergo, il bipede addetto al ricevimento mi ha detto: ” Welcome sil, this is youl key, youl loom is teltinteltifive” .. ci ho messo un po’, ma poi ho capito che la mia stanza era la 1335.

Dei grandi alberghi colpisce il prezzo, molto alto, e la presenza, anche se discreta, di una efficiente organizzazione di “conforto viandanti” .. insomma, di prostituzione. Appena entrato nella mia stanza (la teltinteltifive appunto) ho ricevuto una telefonata dal bipede di cui sopra che, con voce vellutata mi chiede: “Do you need a woman, sil?” Io gli dico di no e lui riattacca. Dopo cinque minuti mi richiama e chiede: “Maybe you would plefele a man, sil?” A questo punto gli ho sparato nell’orecchio un fuck you di quelli col botto… e non mi ha chiamato più!

Altra cosa che mi ha sorpreso di Seoul: la presenza di chiese cattoliche. Ce ne sono tantissime e non è raro vedere la Croce sul tetto di una chiesa e, a pochi metri di distanza, un tempio buddista. Personalmente ho sempre vissuto il concetto di religione in maniera molto distaccata, senza particolare coinvolgimento intendo; ma devo essere sincero, vedere il simbolo della cristianità a ventimila chilometri da casa mi ha fatto un certo effetto, una sorta di tranquilla certezza. Dovrò fare una chiacchierata con me stesso, chissà che debba rivedere le mie convinzioni…..

E fino al 24 di marzo sono sempre stato a Seoul o nei paraggi ... poi finalmente il venerdì mi sono imbarcato sul volo per la Malesia ... sono arrivato a Kuala Lumpur a notte fonda e la cosa è cambiata da così a così.

Ma questa è un’altra storia... e allora alla prossima puntata.  

top

© 2000 HYPERU WEB SITE - Contattaci