q a

a a a a Africa   Americhe Asia Europa Oceania Home

Asia

Tour Russia

Mongolia

Maldive

Cina

Corea

India

Indonesia

Malesia

Russia

SriLanka

Tibet  e Nepal

Giappone

Maldive

Mosca 

info : Maria

 FOTO1.jpg (33504 byte)

- N. Graceva – Teatro Bolscioj -

Atterrai a  Sceriemietievo (Mosca) per la prima volta a bordo di un inquietante Tupolev dell’Aereoflot, nell’estate del 1993. L’aeroporto e la sua architettura, tipicamente sovietica, mi riportavano al sofferto e travagliato passato del paese. Una soffocante struttura circolare con alte pareti vetrate separava lo sbarco dei passeggeri dalla dogana. Ed ancora, grandi spazi monocolore dove file interminabili di spaesati turisti si facevano strada attenti  a non trasgredire alle linee guida dei militari, che con passo quasi marziale, facevano da apripista.

A lungo aspettai la mia valigia, pensando a come la famiglia presso la quale avrei vissuto mi avrebbe accolto. Giunta nella hall dell’aeroporto individuai immediatamente la Sig.ra Tamara che reggeva un cartello in cartone ondulato macchiato d’olio con il mio nome e cognome in caratteri cirillici.

A dispetto di quanto l’università presso cui studiavo mi aveva garantito, Tamara parlava solo russo ed armeno e non conosceva nemmeno una parola in lingua inglese!

L’impatto iniziale, vagamente ostile, venne dimenticato nella seconda giornata di permanenza a Mosca, durante la quale visitai per la prima volta la Piazza Rossa. 

 FOTO2.jpg (20736 byte)

La Piazza Rossa

Di fronte a me scorgevo la fiabesca chiesa di San Basilio. Il sole illuminava le sue cupole rendendone le sfumature particolarmente nitide. 

 FOTO3.jpg (43963 byte)

Chiesa di San Basilio

Alla mia destra si erigevano le alte mura del Cremlino e la maestosa torre del Salvatore. Procedendo lungo il corso della Moscova, oltre San Basilio, a volte mi voltavo incuriosita ed intravedevo le cupole dorate delle chiese entro le mura del Cremlino dove un tempo venivano incoronati gli zar. 

 FOTO4.jpg (18404 byte)

Chiesa dell'Annunciazione

Appena sotto di queste, il mausoleo di Lenin che visitai l’indomani. Dopo qualche giorno presi il treno in direzione Serghej Posad e mi fermai alla stazione di Sagorsk, una delle più belle città dell’anello d’oro. Sagorsk ospita un affascinante complesso monasteriale, la cui chiesa principale è arricchita da cupole a bulbo di un intenso color turchese. 

 FOTO5.jpg (36120 byte)

Monastero di Sagorsk

Durante il viaggio, ascoltavo attentamente i primi colloqui in lingua russa  e da subito intuii che la lingua non era uno sconnesso avvicendarsi di suoni duri e baritonali, ma un’insieme di note armoniche, a volte accompagnate da una piacevole cantilena.Sin dal mio primo soggiorno moscovita, trovai il popolo russo estremamente cordiale soprattutto con gli italiani, con i quali esiste una evidente, forse inspiegabile, affinità emotiva. Ritornai a Mosca negli anni successivi e vissi per diversi  mesi a casa di Liudmila, una signora russa molto anziana e sola che mi accolse come fossi sua figlia. Il legame che si instaurò sfociò in un’amicizia che ricordo con grandissima commozione e nostalgia. Liudmila, ormai vedova, era la moglie di un notissimo giornalista sovietico. Dotata di uno humor finissimo e di una cultura e un’apertura mentale a dir poco stupefacenti, riusciva a capire ogni mia difficoltà e le sue parole non erano mai fuori luogo. Il suo gatto, Mur, gelosissimo della sua padrona non perdeva occasione per farmi notare che lui era amico di Liudmila da vecchia data, mentre io ero una straniera! Se poteva, compatibilmente con il suo stato di salute, mi accompagnava nella visita dei mercati di genere alimentare e bazar frequentati da soli russi, quei mercatini in cui lo straniero viene subito individuato e preso di mira e con estrema facilità raggirato dai venditori. In compagnia di Liudmila frequentavo anche negozi che esponevano prodotti a buon mercato per chi come lei, nonostante l’estrazione culturale e sociale, viveva di una magrissima pensione. Di volta in volta  Liudmila mi consigliava cosa andare a vedere e che mezzi di trasporto prendere, anche se io al tram preferivo la magnifica metropolitana 

 FOTO6.jpg (31238 byte)

Fermata Metro Komsomolskaja, linea rossa

Le strade della città erano costellate da venditori che esponevano matriosche, scatoline laccate, quadri ed acquerelli mentre le inconfondibili babuske esibivano scialli fatti a mano, funghi essiccati e frutti di bosco. Mi fermavo spesso a parlare con loro, avevano sempre qualcosa di interessante da raccontarmi, ognuna aveva una sua storia. Temprate dagli eventi e dalle rigide temperature invernali, le babuske sembravano non temere nulla.Anche il gelo invernale non le spaventava. Con estrema dignità rimanevano al loro posto di vendita lungo le strade, per l’impellente necessità di sbarcare il lunario. Alla comparsa dei primi ghiacci, la vita si svolgeva come sempre: i moscoviti, debitamente bardati con stivali e colbacco, si preparavano a vivere il rigido inverno con disinvoltura. Le prime nevi ammantavano la città di mistero dando al paesaggio circostante un’immagine fiabesca, fuori dal tempo e dallo spazio. Le immense distese innevate della periferia circondavano laghetti ghiacciati il cui perimetro era tracciato da sottilissime betulle.Quando i bambini pattinavano, tutti concentrati nelle loro evoluzioni, si poteva udire il suono uniforme delle lame che solcavano il ghiaccio.Le signore, incuranti delle fredde serate invernali, non rinunciavano al teatro e vi si recavano con una borsetta di plastica della spesa con un paio di scarpette da calzare. Il tagliente inverno moscovita non mi trovò impreparata: avevo infatti messo in valigia un vecchissimo montone di mia madre lungo fino ai piedi e  scarponcini con il pelo. Il colbacco lo acquistai sul posto. Il mio look abbastanza datato mi permetteva di essere tranquillamente confusa con una di loro.

Sotto la neve visitai.....chiese........ 

 FOTO7.jpg (31807 byte)

Chiesa della Madonna di Kasan

....monasteri ..........

  FOTO8.jpg (56916 byte)

Monastero della Madonna del Don

 

 FOTO9.jpg (44350 byte)

Monastero della Vergine

........musei, gallerie d’arte e teatri.

La Cattedrale del Cristo Salvatore, interessante non tanto per la sua struttura architettonica, ma per la sua storia. Stalin la fece abbattere per costruirvi una piscina. Fu poi ricostruita in occasione della ricorrenza della fondazione di Mosca.La chiesa cattolica di San Luigi dei Francesi, paradossalmente situata vicino al quartier generale del KGB, gli uffici in cui Mitrokin rischiando la vita trafugò i primi documenti che diedero poi vita all’archivio. Intorno a questa chiesa si svolsero molti avvenimenti tragici e ancor oggi avvolti nel mistero, legati alla vita dei cattolici in URSS. Conservo un ricordo travolgente delle messe domenicali. Ciò che più mi rattristava ed al contempo mi emozionava era la presenza di persone, per lo più donne molto anziane, che tenevano per mano i nipotini. Era evidente la mancanza di una generazione di fedeli: quella che visse la sua gioventù durante il periodo sovietico. La storia e la spiritualità del popolo russo mi hanno sempre profondamente affascinato. Questa è la ragione per la quale persevererò nella mia esplorazione "dell'anima russa" recandomi ancora a visitare le regioni di questo sterminato paese. La prima tappa sarà la Siberia, partendo da Ekaterinburg per giungere attraverso la transiberiana sino a Vladivostok, passando per Kolyma e l'arcipelago delle isole Solovki.

 FOTO10.jpg (46633 byte)

Icona della “Trinità” di Andrej Rublev, sec XV - Galleria Tetrjakov, Mosca 

Il mio scritto nasce da semplici ricordi di esperienze ed emozioni che per chi come me nutre una grande passione per la Russia rimarranno impresse indelebilmente nella memoria.   

top

© 2000 HYPERU WEB SITE - Contattaci