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Vacanza
breve nel Salento
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info
: Sergio |
Quattro giorni di vacanza nella seconda metà di giugno
per aggiungere altri particolari al già visto della Puglia.
Il periodo scelto concede buone probabilità di tempo
sereno e temperature calde ma non torride, condizioni entrambe
fortunatamente verificatesi.
La parte turistica del percorso, progettato ad anello
con partenza e arrivo a Bari inizia in effetti, percorrendo senza soste il
tratto intermedio di costa a spiaggia, a Otranto (prima tappa), prosegue
verso sud lungo la costa sino a Leuca, raggiunge all’interno Lecce
(seconda tappa), poi girovagando arrriva ad Alberobello (terza tappa) e si
conclude ancora con percorso a zig-zag sul mare di Bari.
I percorsi giornalieri non superano i150 km, conditio
sine qua non a mio parere
per apprezzare bellezze naturali, opere d’arte ed enogastronomia dei
luoghi visitati.
Gli ulivi nella loro incredibile unicità di aspetto
sono una presenza costante, così come chiese e cattedrali, di solito
elevate in cima a dossi o collinette e progressivamente
circondate da abitazioni.
E’ facile immaginare il potere anche temporale che
costruzioni così imponenti esercitavano sulle popolazioni agro-pastorali
dei secoli XI-XIII, epoca della loro costruzione.
Otranto : il nucleo storico è protetto da
imponenti mura difensive e presenta molti angoli caratteristici

La cattedrale di stile romanico pugliese conserva
l’unico pavimento integro in mosaico a tema religioso del Mezzogiorno

La costa verso Leuca : assenza pressochè totale di spiagge; il percorso segue il profilo della
costa con frequenti torri di avvistamento –le flotte turche erano un
flagello periodico-, folta vegetazione che riveste sino al mare pendii
ripidi oppure scogliere verticali con grotte abitate nel Paleolitico.
Nei pressi di
Castro (cattedrale e gran panorama sulla costa e l’interno) alcune di
queste grotte sono visitabili : la Zinzulusa seguendo un camminamento a pelo
d’acqua, altre con barche che partono dalla suddetta.

La strada si snoda a mezza costa tra il mare, frequenti
minuscole baie con acqua multicolore alla base di strapiombi bianco-arancio,
e terrazzamenti di ulivi sino a Leuca.
Il faro e la basilica pontificia De Finibus Terrae
spiccano nel panorama dall’alto della cittadina.
Lecce : si risale tra vigneti, ulivi, varietà
continue di coltivazioni a cielo aperto e serre sino a Lecce.
La città vecchia circoscritta in un anello che segue
il tracciato delle mura antiche custodisce le testimonianze dell’epoca
romana e del barocco leccese.Tutt’attorno si è progressivamente
sviluppata l‘anonima parte moderna.
Nella piazza S.Oronzo, la principale di Lecce dedicata
al santo, sistemato sopra un’alta colonna, per via di un voto durante la
peste del 1656, si apre l’anfiteatro romano del II secolo, perfettamente
conservato.
A poca distanza i migliori esempi del barocco espressi
dal Meridione nel XVII secolo : la basilica di S.Croce

e l’adiacentePalazzo del Governo.

Il Duomo, il Palazzo vescovile e le chiese di S.Irene e
dei Ss.Nicolò e Cataldo concludono la visita.

Lecce
– Alberobello : si risale e ci si inoltra nelle Murge, zona ricca di
uliveti e vigne nella parte meridionale e di coltivazioni di cereali più a
settentrione.
La scelta del percorso e di che cosa vedere è molto
varia; l’area è ricca di montarozzi e collinette al cui culmine si
trovano cattedrali o chiese medievali, attorno alle quali digradano paesi e
cittadine bianchi quando vengono individuati in lontananza.
Ostuni e la sua cattedrale tardogotica del secoloXV
Martinafranca : il Palazzo ducale del secolo XVII, la
chiesa di S.Martino con bassorilievo della leggenda del taglio del mantello
e alcuni particolari architettonici del centro storico.
Da Martinafranca si percorre la valle d’Itria
disseminata di trulli, si attraversa Locorotondo e si arriva ad Alberobello.
La cittadina moderna e anonima riveste la solita collinetta; arrivati alla
piazza sulla sommità si apre la vista sull’area dei trulli, costruiti
sulla collinetta di fronte.
Il cono che ricopre queste tipiche costruzioni è
formato da lastre di pietra che, si racconta,
originariamente non erano fissate con malta ma semplicemente
sovrapposte rispettando le leggi di statica.
Motivo della scelta era la necessità di smontarle
rapidamente in caso di visite degli ispettori dei Borboni regnanti
sull’intero Meridione, essendo considerate costruzioni abusive di
coltivatori e pastori.
Alberobello – Bari : ancora la scelta dei
luoghi da visitare si presta a numerose varianti; in questo caso è stato
scelto un percorso a U comprendente Altamura, Castel del Monte e Ruvo di
Puglia.
Altamura : l’antico insediamento distrutto dai
Saraceni fu rifondato dall’imperatore svevo Federico II nel XIII secolo
iniziando con la cattedrale, di stile romanico-pugliese o più semplicemente
federiciano, particolarmente a motivo del fianco destro ad arcate.
La foto dell’orologio della Torre dell’Orologio
scattata nello stesso punto di ripresa del fianco ha voluto mettere alla
prova lo zoom della Panasonic digitale.
Si procede verso nord-ovest attraversando vaste zone
prive di vegetazione arborea sino a giungere in vista del Castello di Castel
del Monte.
Il Castello è considerato il monumento più
rappresentativo della personalità di Federico II di Svevia; nei secoli
successivi da luogo di svago fu trasformato in prigione con conseguente
progressivo degrado. Fu quasi interamente restaurato attorno al 1880 quando
divenne proprietà dello Stato italiano.
Attualmente è sede di numerose attività artistiche
nazionali e internazionali.

Ruvo di Puglia : importante centro di produzione di
ceramiche in epoca preromana. La cattedrale è considerata tra le più
insigni di Puglia.
Qualche decina di chilometri e si ritorna al mare,
all’aeroporto e a casa.
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