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Orogosolo,
la città dei murales |
info
: Sergio |
Orgosolo
e i suoi murales è stata una delle tappe di un percorso turistico iniziato
ad Alghero e terminato, attraversando più o meno orizzontalmente la
Sardegna settentrionale, nel golfo di Orosei.
Alcuni
cenni sul percorso
Da
Alghero, conosciuta per le sue tradizioni e probabili origini catalane,
famosa per il rosso del corallo che domina nelle vetrine delle gioiellerie
affiancate di via Carlo Alberto e per la vicina grotta di Nettuno, si
attraversa la piana del Logudoro sino a Macomer e poi a sinistra verso
Nuoro, con i monti del Gennargentu non lontani sulla destra.
Da
Nuoro, ormai immersi nella Barbagia settentrionale, si oltrepassa Mamoiada
sino a Pratobello e si arriva a Orgosolo risalendo il Supramonte e
attraversando la vastissima foresta di lecci di Montes, intatta da sempre.
Una
strada secondaria e panoramica porta a Oliena, da lì per vigneti di
Cannonau a Dorgali e infine, attraversata una lunga galleria, si piomba sul
mare di Sardegna a Cala Gonone.
La
Barbagia settentrionale, o nuorese, che con quelle di Belvi e di Seulo nel
Gennargentu costituiscono “la Barbagia”, è senza dubbio grazie al suo
sbocco al mare una delle zone di maggior interesse
naturalistico,archeologico e paesaggistico della Sardegna.
Nelle
zone interne, da visitare guidando con pazienza sin dove è possibile e poi
servendosi di gambe e scarpe da trekking di montagna, sono presenti siti
archeologici -nuraghi e villaggi nuragici, menhir, dolmen-, ambienti
naturali di grande bellezza -il blocco dolomitico del monte Ortobene, le
grotte di Tiscali (con al suo interno un villaggio nuragico) e di Ispinigoli
(con la stalagmite seconda al mondo per altezza, oltre 40 metri)- e boschi e
foreste di varie specie di querce in cui è facile vedere branchi di maiali
snelli e multicolori che grufolano in pace.
Ciliegina
sulla torta sono i cibi e la saporita cucina locale; se si sosta in
Supramonte in una ex- malga, oggi quasi sempre trasformata in agriturismo,
è possibile gustare un mix di prosciutto dei maiali colorati e formaggio di
capra -il massimo è il tipo stagionato, marcio al centro
con annessi esili e vivaci vermini bianchi (non facile da trovare, spesso
occorre guadagnarsi la complicità dell’ex-pastore per l’assaggio)-
innaffiato da un paio di bicchieri di Cannonau di 14°.
Il
risultato, complice la calura, è un’euforia leggermente allucinata
probabilmente non troppo dissimile dall’effetto della Cannabis
indica (leggi canna) ma ammessa dalla legge.
Trenta
chilometri e si è su un altro pianeta: gli aromi e i verdi della macchia
mediterranea, le sfumature da turchese a indaco del mare, i colori dal
bianco all’aranciato delle spiagge e delle scogliere di Cala Gonone,
Cala Goloritzè e Cala Luna : quest’ultima diventata purtroppo
famosa per la parte di isola sconosciuta e fatata che ha interpretato nel
film “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto”
di Lina Wertmüller con Melato e Giannini.
Ho
scritto -purtroppo- perchè in progressivo e probabilmente inarrestabile
degrado a causa delle centinaia di migliaia di vacanzieri che la invadono
via mare da maggio a ottobre. Amen.
Infine
vi sono i murales di Orgosolo.
I
murales di Orgosolo
Orgosolo
è genericamente conosciuta per il fenomeno del banditismo, fenomeno
peraltro complesso per le sue origini nella realtà locale e per i codici d’onore
barbaricini una volta vigenti e via via disconosciuti in epoche recenti.
Una
cerchia più ristretta ha invece sempre considerato il paese poi diventato
città il centro di ricerche e studi archeologici e naturalistici nell’area
sopra accennata.
I
murales hanno acceso i riflettori su Orgosolo facendo affluire sempre più
visitatori italiani e stranieri attratti dall’originalità dell’idea e
per l’interesse suscitato dai temi trattati, espressi con affreschi anche
ampiamente commentati sui muri delle abitazioni del centro storico.
I
primi lavori sono del 1975, eseguiti dagli alunni della scuola media sotto
la guida dell’insegnante di educazione artistica; gli studenti hanno poi
proseguito quest’attività e a loro si sono nel tempo affiancati altri
autori locali e “stranieri”, arrivando a creare ad oggi circa trecento
murales.
I
temi trattati sono principalmente politici oppure riferiti alla realtà
sociale sarda del passato e del presente; i più recenti riprendono anche
temi che recuperano l’antica cultura sarda e orgolese.
Nella
selezione che segue si trovano esempi di alcuni degli argomenti trattati,
degli stili scelti e di come i murales si inseriscono nel paesaggio urbano :
in alcuni casi persone, automobili, ecc. sono stati volutamente inseriti
nell’immagine.
Le
foto sono state scattate da un dilettante con una macchina da dilettanti,
comunque buona visione!
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